Il periodo della prima età moderna vide un notevole aumento delle pubblicazioni dedicate alla chirurgia dotta; tuttavia, le testimonianze manoscritte della pratica quotidiana dei chirurghi restano scarse. I cinque manoscritti qui esaminati offrono nuove prospettive sulle attività pratiche dei chirurghi italiani tra circa il 1450 e il 1600, mettendo in luce un aspetto ancora poco studiato del loro lavoro: la registrazione di ricette e medicamenti. Dopo aver discusso le funzioni pratiche e una categorizzazione preliminare di questi manoscritti chirurgici, il saggio esplora la centralità della raccolta di ricette sia come strumento di pratica sia come mezzo di elaborazione teorica in ambito medico. Analizza inoltre le tipologie, le forme e le finalità dei rimedi registrati, i domini epistemici che essi riflettono e le loro connessioni con la letteratura farmaceutica contemporanea. Infine, le caratteristiche linguistiche dei manoscritti rivelano importanti indizi sullo status socioculturale dei praticanti della chirurgia. Dall’analisi emerge un quadro articolato e variegato della pratica chirurgica nella prima età moderna, che getta luce sul sapere effettivamente in uso presso una vasta gamma di operatori.
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